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Il son di Compay Segundo rivive al Madre

"Esta es una noche especial, dedicada a un gran hombre. Un hombre que ha hecho la historia de Cuba". L'uomo in questione è Compay Secundo e la notte speciale è quella andata in scena al Museo Madre di Napoli. In una sera davvero molto fresca, ieri dalle 21.30, la corte del Museo d'Arte Contemporanea si trasforma in una delle vecchie stradine de L'Havana ed ospita un sofferto ma ritmato elogio al compianto leader dei Buena Vista Social.
In scena c'è il Grupo Compay Secundo con i suoi dieci maestri strumentisti: voce e maracas sono di Hugo Garzón Bargalló e di Basilio Repilado Labrada, cubani doc ma dall'anima decisamente napoletana, ai clarinetti Haskell Armenteros Pons, Rafael Inciarte Cordero e Rafael Inciarte Rodríguez mentre le due chitarre d'accompagnamento sono di Nilso Arias Fernández e Yoel Matos Rodríguez. Ai bonghi invece Rafael Fournier Navarro, a bordo palco i ballerini Roberta Pierazzini e Paolo Angelini.

Me le vere anime dello stage stanno al contrabbasso e alla chitarra armonica, quella a sette corde creata proprio dai Buena Vista Social Club. E sono Salvador Repilado Labrada e Félix Martínez Montero, i due figli di Compay Secundo. Sono loro, insieme al generoso Hugo Garzón Bargalló, a spiegare al pubblico partenopeo a suon di maracas e movimenti di 'cintura' chi era Compay Secundo. Pardon, chi è Compay Segundo. Si, perchè il grande musicista cubano non è mai morto: la sua eredità culturale e artistica rivive al Madre con pezzi come "El Cuarto de Tula", "Dos Gardenias", "Loca juventud", "Candela", "Macusa", "Bilongo", "Veinte Años" e "Las Flores de la Vida". Perfino i classici "Besame" e "Guantanamera", rivisitati in chiave caraibica. Le tipiche sonorità del tres, dell’armonico, dei ritornelli in quattro tempi cantati dal coro si fondono con le improvvisazioni del solista e della seconda voce, in una perfetta fusione tra strumenti percussivi di origine africana e di elementi a corda battuta spagnoli. Il pubblico si scatena, chi nella vita è già stato a Cuba ritrova i sapori tipici dei Caraibi. Chi invece non ci è mai stato esce dal Madre e prenota un biglietto solo andata. Destinazione: L'Havana di Compay Secundo.
di Francesca Raspavolo
foto di Vincenzo Sangiovanni
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